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Il progetto “Riprendo la storia” nasce nel 2017, con l'edizione "L'Italia alla Grande Guerra" per iniziativa di Istituto di studi storici Gaetano Salvemini e Associazione culturale Compagnia Marco Gobetti, grazie a una fitta rete di collaborazioni e sostegni.

L'edizione 2018-19, "Conflitto, lavoro e migrazione dalle Langhe al mondo", è progettata e realizzata da Associazione Turismo in Langa, Istituto di studi storici Gaetano SalveminiAssociazione culturale Compagnia Marco Gobetti, Compagnia La robe à l'envers, Comune di Rodello, Associazione Strada Romantica delle Langhe e del Roero, con il Patrocinio di LUHCIE – Laboratoire Universitaire Histoire Cultures Italie Europe. ll progetto è realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo, nell’ambito del “Bando Polo del ‘900”, destinato ad azioni che promuovono il dialogo tra ‘900 e contemporaneità usando la partecipazione culturale come leva di innovazione civica #CSP_Innovazionecivica.



Prime tappe

Mercoledì 13 settembre 2017: Conferenza stampa a Palazzo Lascaris (via Alfieri 15, Torino) alle ore 11.00 per il progetto “Riprendo la storia – L’Italia alla Grande Guerra” e il debutto dello spettacolo "Gaddus alla Guerra Grande"

Venerdì 15 Settembre 2017 – 17:30
Polo del ‘900, Sala conferenze (Torino, corso Valdocco 4a)
Presentazione  del progetto “Riprendo la storia – L’Italia alla Grande Guerra”   e del volume “Scrittori e trincee – La Grande Guerra degli intellettuali italiani

Riprendo la Storia

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GADDUS ALLA GUERRA GRANDE – monologo per un attore e un mimo (Compagnia Marco Gobetti / Istituto Salvemini)

Al Polo del ‘900, sabato 23 giugno 2018, nella giornata in cui il Polo stesso ospiterà l'inaugurazione del progetto, andrà in scena lo spettacolo “Gaddus alla Guerra Grande – monologo per un attore e un mimo” (trai d’union tra la fase inaugurale “L’Italia alla Grande Guerra” e la seconda su “Conflitto, lavoro e migrazione dalle Langhe al mondo” di “RIPRENDO LA STORIA”). A seguire, lo spettacolo debutterà in Langa, dedicato a studenti e cittadinanza.



GADDUS ALLA GUERRA GRANDE. Monologo per un attore e un mimo

drammaturgia di Leonardo Casalino e Marco Gobetti; liberamente ispirata a "Giornale di guerra e di prigionia"di Carlo Emilio Gadda; recitazione e co-direzione: Marco Gobetti, Jacopo Tealdi;
disegno luci, allestimento e co-direzione: Simona Gallo;direzione: Beppe Turletti; organizzazione e comunicazione: Daniela Masala, Elena Sgubbi
Scheda dello spettacolo

La storia

Carlo Emilio Gadda fu sottotenente degli Alpini durante la Prima Guerra Mondiale: “Giornale di guerra e di prigionia”, il diario che egli tenne fra il 24 agosto 1915 e il 31 dicembre 1919, racconta la sua vita di soldato, prima al fronte e poi prigioniero degli Austriaci.  È un documento straordinario, nel quale Gadda scrive del suo affrontare il combattimento, la morte, la fame, il dolore, l’amore, la vita insieme alle tante altre “coserelle interessanti” che lo circondano, dimostrando coraggio, lucidità, sensibilità e intelligenza stupefacenti. Con una lingua in cui già traspare la potenza evocativa delle sue opere future, Gadda restituisce, un attimo dopo l’altro, insieme alla propria, la storia dell’Italia di quegli anni.

Lo spettacolo Gaddus alla Guerra Grande evoca un’immagine della partecipazione Italiana alla Prima Guerra Mondiale tesa a procurare una conoscenza attiva, cui si giunga tramite la curiosità e lo stupore; uno spettacolo “popolare alto” – dedicato in particolare agli studenti delle scuole secondarie superiori, ma concepito per ogni genere di pubblico – che cala il racconto di Gadda in una vicenda vissuta da un giovane studente alle prese con la prima prova scritta dell’esame di maturità. È proprio dall’incontro fra i due protagonisti, il giovane immaginario studente di fine ‘900 e il giovane vero soldato di inizio ‘900, che la Grande Guerra diventa anche il tramite per riflettere sui meccanismi di ogni guerra del presente.

Allestimento

In scena un attore di prosa e un mimo: il primo racconta e interpreta; il secondo ne sublima l’azione – per osmosi, consequenzialità e contrappunto – attraverso l’uso del corpo e la produzione di suoni dal vivo. Il disegno lumino-tecnico – in sintonia con l’essenzialità che informa l’intera messa in scena – sfrutta povertà calcolate per determinare un costante impulso evocativo. Lo spettacolo, per la sua duttilità di allestimento, può essere realizzato in qualunque spazio oscurabile (scena minima m 6×6): dalla sala al piccolo e grande teatro, alla piazza. La sua peculiarità deve essere semplicemente quella di poter consentire una partecipazione significativa del pubblico, che possa così riconoscersi quale co-protagonista dell’accadimento.

 

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